venerdì 5 dicembre 2014

Quando Saffo e Dracula si fondono in un'unica, intrigante, letale creatura

Le vampire lesbiche

 http://www.dailymotion.com/video/xxp3yz_vampyros-lesbos-1971-μεροs-1_shortfilms

http://www.dailymotion.com/video/xtgu5n_vampyros-lesbos-2part_shortfilms



Filmografia essenziale e spunti vari sul tema:

BLOOD AND ROSES (1960), di Roger Vadim



Nel titolo  originale in francese "Et mourir de plaisir (Le sang 

et la rose)"film basato vagamente sul plot di "Carmilla", il  

noto racconto horror scritto da Joseph Sheridan Le Fanu nel 1870 . 


E l'opera di Vadim va menzionata fra i primi ottimi, riusciti

 esempi cinematografici di horror erotico proprio perchè introduce 

il tema del vampirismo lesbico, che tanta fortuna e sviluppi avrà in 

autori cult come Jean Rollin  e Jess Franco, per citarne solo alcuni e naturalmente senza dimenticare la produzione della mitica 

"Hammer", con opere come " The vampire lovers" (1970), 




sceneggiato da Tudor Gates e diretto congiuntamente 

da Harry Fine e Michael Style;  "Lust  for a vampire" ( nel titolo

 italiano "Mircalla l'amante immortale" ) , scritto anche questo da 

Tudor Gates e diretto da  Jimmy Sangster 




e "Twins of evil" alias " Le figlie di Dracula" (1972), del regista

 John  Hough e dell'onnipresente sceneggiatore, specialista 

affermato in vampirismo lesbico , Mr. Tudor Gates



                                                
Altra figura fondamentale nella storia del cinema erotic horror 

lesbico è  naturalmente Erzsebet Bathory, 

personaggio  storicamente  vissuto e alla quale in un processo

 celebratosi nel tardo medio evo, si attribuì  la commissione di 

oltre cinquecento delitti di giovani donne da lei torturate

 sanguinosamente, tanto da meritarsi il titolo di una delle più feroci 

serial killer di tutti i tempi e anche quello di  essere appunto una 

vampira lesbica.

La Bathory, come Carmilla,  ha dunque ispirato tantissime

 rivisitazioni cinematografiche, tra le quali il memorabile 

"Daughters od darkness" (1971), del regista  belga Harry Kumel, 




film tra l'alto noto fra gli appassionati del  BDSM per le sue sottili venature sadomasochistiche

 Da menzionare anche "Immoral tales" (1974), di Walerian 

Borowczyk, 




il trash "The bloody Countess" (1973), di Jorge Grau ( nel 

titolo originale  " Cerimonia sangrienta" )




Il pruriginoso " Vampyres" (1974), scritto da D. Daubeney e

 diretto da Joseph Larraz





"The Blood Spattered Bride" (1972), scritto e diretto da

 Vicente Aranda




"The velvet vampire" (1971), di Stephanie Rothman

http://www.youtube.com/watch?v=nRPtJTLtQR8









"The hunger " (1983), di Tony Scott

 "Eternal" (2003), scritto, diretto e prodotto da Wilhelm Liebenberg, con la co-regia di Federico Sanchez.









"Lesbian Vampire killers" ( 2009)

http://streamcloud.eu/md3w4wo8n73s/Lesbian.Vampire.Killers.DVDRip.XviD-DoNE.avi.html





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Monografie su Jean Rollin e Jess Franco i massimi cultori del vampirismo lesbico



JEAN ROLLIN


                                                                       (1938-2010)



Il regista francese Jean Rollin ha dedicato gran parte della 

propria produzione cinematografica al 'sottogenere' horror-

erotico del vampirismo lesbico

Da " Rape of the vampire" (1969), " The naked vampire" 

(1970), " The shiver of the vampires" (1971) e "Lips of blood "

(1975), questo cineasta ha tradotto la sua ossessione per le 

dracule in succinte gonnelle, in magnifici film cult, come

 " Fascination"

Lo stile di Rollin divide parecchio pubblico e critica, ma noi lo

 consideriamo un indiscutibile  maestro capace di 

contaminare efficacemente sexploitation ed autentica arte 

cinematografica  


Brigitte Lehaie


"Fascination(1979)

Se mi si chiedesse di indicare i dieci migliori film di horror erotico che io abbia visto, certamente Fascination (1979) di Jean Rollin, farebbe parte di questa ristretta cerchia. Già efficacissima la sequenza d'apertura, di atmosfera quasi vittoriana, con l'inquadratura di una mano di donna che sfoglia un prezioso libro antico all'interno di un ambiente nobiliare e raffinato, per poi passare bruscamente alla scena in cui eleganti e belle signore bevono sangue da calici di vetro, dentro uno squallido mattatoio alla presenza del macellaio e di un mentore che le istruisce sulle proprietà benefiche e vitalizzanti dello stesso sangue. Il climax sensuale è raggiunto quando una di loro immerge il dito nella linfa delle povere bestie per poi adoperarlo come un rossetto e farlo scorrere sulle sue labbra carnose.




 Il soggetto del film, in cui i personaggi femminili apparentemente inermi si rivelano in realtà vere carnefici, pur assai ammalianti, del criminale in fuga che trova rifugio, amore, sesso promiscuo e pericolo di morte presso la loro sontuosa ed isolata dimora; la maestria del regista nel girare con lentezza sapiente e montaggio ritmicamente perfetto fra campi lunghi e primissimi piani , alternando scene che potrebbero benissimo essere tratte dai film di James Ivory, come quella delle due ragazze vestite in stile tardo ottocento che ballano su di un ponte al suono di un antico fonografo per poi indulgere in bagni di sangue splatter alla Dario Argento; la fotografia con forti tinte cromatiche tendenti al rosso, al rosa e al viola; l'ottima recitazione delle protagoniste; le musiche suggestive e inusualmente solenni; la scenografia estremamente curata; e non ultima la bellezza conturbante di Brigitte Lehaie, la quale si spinse oltre questo genere e frequentò in lungo e in largo anche il porno, rendono eccezionalmente qualitativa quest'opera, tanto da potersi considerare il capolavoro di Rollin. 










"Lips of blood" (1975)






"The shiver of the vampires" (1971)




"Requiem for a vampire"




"The iron rose" (1971)



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JESS FRANCO


Il meraviglioso 'anarchico' del cinema spagnolo, anche lui appassionato amante delle vampire lesbiche



E' trascorso poco più di un anno dalla scomparsa di Jesus Franco Manera, detto Jess, uno dei registi ed autori che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia del cinema di genere, grazie ad uno stile inconfondibile ed al coraggio di esplorare e tradurre le sue fantasie più ardite in visioni incise per sempre sulla pellicola.

Nato a Madrid il 12 maggio del 1930, in 50 anni di carriera come regista e sceneggiatore, oltre che montatore e direttore della fotografia, Jess Franco ha realizzato un'enorme mole di film, con punte di genialità e cadute clamorose nel trash infrequentabile, ma sempre all'insegna di una libertà espressiva pressochè assoluta ed invidiabile

Del resto, che il suo fosse un temperamento libero è dimostrato dal fatto che mentre il padre era un colonnello al soldo del dittatore Francisco Franco, Jess fu aspro contestatore del regime e dopo essersi laureato in giurisprudenza fuggì a Parigi per dedicarsi al cinema, studiando tecniche di regia e nel 1959, dunque alle soglie dei suoi trentanni, realizzò il primo lungometraggio, dal titolo "Abbiamo diciottanni", che in nuce contiene già l'elemento costitutivo prncipale della filmografia di Franco, ossia la contaminazione e la mescolanza fra i generi

Da quel momento in poi il regista si cimenterà anarchicamente nel musical, nel western, nella commedia, nelle spy story, nel soft core e nell'hard core, ma soprattutto nell'horror, che certamente è il genere nel quale egli ha dato prove eccezionali e lo ha reso 'autore cult' per milioni di appassionati

Ma non si può parlare di Jess senza subito menzionare accanto a lui il nome di Lina Romay, attrice bella e talentuosa e fedele compagna di Franco fino al suo ultimo giorno di vita, che per lui nel cinema ha dato davvero tutto, con una generosità encomiabile




Ma ora immergiamoci nella sua eccitante e fantasmagorica cinematografia lesbo vampirica di Franco, cominciando da quello che è a mio parere il suo film più emblematico e bello, ossia "Female Vampire" (1973) , o nell'infelice traduzione del titolo in italiano, "Un corpo caldo di femmina", anche se qui la vampira è bisessuale a tutto tondo

Qui il link dove è possibile visionarlo integralmente in Internet:

 https://www.youtube.com/watch?v=BQfsZ481wyk





Caposaldo della cinematografia denominata 'erotic horror ' o anche 'porno -horror', Female vampire rievoca la figura letteraria di Carmilla, anche se qui la protagonista della storia, la contessa Irina Von Karlstein, interpretata magnificamente da una giovanissima Lina Romay ( aveva solo 19 anni ! ), per guadagnarsi vita eterna succhia non solo sangue ma anche liquido seminale dalle vittime, sedotte con la sua avvenenza e con l'arte della fellatio, prosciugando così ogni loro fluido vitale.

Fin qui sembrerebbe la trama di un banale pornazzo. Ma il colpo di genio di Franco sta nell'immaginare questa killer letale come una vampira suo malgrado, divorata dai rimorsi tanto quanto dalla sua bramosia irresistibile che l'istinto di sopravvivenza le detta. Tale conflitto interiore, fra coscienza e natura, esplode in tutta la sua tragicità quando Irina incontra un uomo, un poeta, del quale si innamora perdutamente ( e qui il bellissimo "Fascination" del regista francese Jean Rollin fa eco ), pur non riuscendo infine a salvarlo dal suo destino di vittima e di morte.

Inoltre, la nostra assassina, avvolta nella sua nudità solo da un draculiano mantello nero, per una ulteriore trovata di Franco, è muta, il che enfatizza ancor di più la sua gestualità quasi ieratica e il ruolo della musica di sapore classico, che accompagna liricamente ed ipnoticamente ogni sua performance fra sesso appassionato e rito sacrificale

In commercio c'è anche una versione 'hard' con insert che ritraggono in primo piano i rapporti orali, ma vista la la bassa qualità di tali fotogrammi giustapposti, risulta preferibile quella 'soft'


Ciò che rende speciale questo film è lo sguardo visionario di Jess, che certamente non spendeva energie nel congegnare sceneggiature elaborate, bensì sapeva come creare atmosfere suggestive, allo stesso tempo erotiche e plumbee, cruente e malinconiche, con tracce di romanticismo ossianico sparse abilmente quà e là e con l'uso - a volte anche l'abuso - della lentezza nel muovere la camera da presa

La sequenza della contessa Irina che vaga tra radure nebbiose all'inizio del film è una perla del cinema horror e vale da sola un grande chapeau alla maestria di Franco