Le vampire lesbiche
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Filmografia essenziale e spunti vari sul tema:
BLOOD AND ROSES (1960), di Roger Vadim
Nel titolo originale in francese "Et mourir de plaisir (Le sang
et la rose)", film basato vagamente sul plot di "Carmilla", il
noto racconto horror scritto da Joseph Sheridan Le Fanu nel 1870 .
E l'opera di Vadim va menzionata fra i primi ottimi, riusciti
esempi cinematografici di horror erotico proprio perchè introduce
il tema del vampirismo lesbico, che tanta fortuna e sviluppi avrà in
autori cult come Jean Rollin e Jess Franco, per citarne solo alcuni e naturalmente senza dimenticare la produzione della mitica
"Hammer", con opere come " The vampire lovers" (1970),
sceneggiato da Tudor Gates e diretto congiuntamente
da Harry Fine e Michael Style; "Lust for a vampire" ( nel titolo
italiano "Mircalla l'amante immortale" ) , scritto anche questo da
Tudor Gates e diretto da Jimmy Sangster
e "Twins of evil" alias " Le figlie di Dracula" (1972), del regista
John Hough e dell'onnipresente sceneggiatore, specialista
affermato in vampirismo lesbico , Mr. Tudor Gates
Altra figura fondamentale nella storia del cinema erotic horror
lesbico è naturalmente Erzsebet Bathory,
personaggio storicamente vissuto e alla quale in un processo
celebratosi nel tardo medio evo, si attribuì la commissione di
oltre cinquecento delitti di giovani donne da lei torturate
sanguinosamente, tanto da meritarsi il titolo di una delle più feroci
serial killer di tutti i tempi e anche quello di essere appunto una
vampira lesbica.
La Bathory, come Carmilla, ha dunque ispirato tantissime
rivisitazioni cinematografiche, tra le quali il memorabile
"Daughters od darkness" (1971), del regista belga Harry Kumel,
film tra l'alto noto fra gli appassionati del BDSM per le sue sottili venature sadomasochistiche
Da menzionare anche "Immoral tales" (1974), di Walerian
Borowczyk,
il trash "The bloody Countess" (1973), di Jorge Grau ( nel
titolo originale " Cerimonia sangrienta" )
Il pruriginoso " Vampyres" (1974), scritto da D. Daubeney e
diretto da Joseph Larraz
"Hammer", con opere come " The vampire lovers" (1970),
sceneggiato da Tudor Gates e diretto congiuntamente
da Harry Fine e Michael Style; "Lust for a vampire" ( nel titolo
italiano "Mircalla l'amante immortale" ) , scritto anche questo da
Tudor Gates e diretto da Jimmy Sangster
e "Twins of evil" alias " Le figlie di Dracula" (1972), del regista
John Hough e dell'onnipresente sceneggiatore, specialista
affermato in vampirismo lesbico , Mr. Tudor Gates
Altra figura fondamentale nella storia del cinema erotic horror
lesbico è naturalmente Erzsebet Bathory,
personaggio storicamente vissuto e alla quale in un processo
celebratosi nel tardo medio evo, si attribuì la commissione di
oltre cinquecento delitti di giovani donne da lei torturate
sanguinosamente, tanto da meritarsi il titolo di una delle più feroci
serial killer di tutti i tempi e anche quello di essere appunto una
vampira lesbica.
La Bathory, come Carmilla, ha dunque ispirato tantissime
rivisitazioni cinematografiche, tra le quali il memorabile
"Daughters od darkness" (1971), del regista belga Harry Kumel,
film tra l'alto noto fra gli appassionati del BDSM per le sue sottili venature sadomasochistiche
Da menzionare anche "Immoral tales" (1974), di Walerian
Borowczyk,
il trash "The bloody Countess" (1973), di Jorge Grau ( nel
titolo originale " Cerimonia sangrienta" )
Il pruriginoso " Vampyres" (1974), scritto da D. Daubeney e
diretto da Joseph Larraz
"The Blood Spattered Bride" (1972), scritto e diretto da
Vicente Aranda
"The hunger " (1983), di Tony Scott
"Eternal" (2003), scritto, diretto e prodotto da Wilhelm Liebenberg, con la co-regia di Federico Sanchez.
"Lesbian Vampire killers" ( 2009)
http://streamcloud.eu/md3w4wo8n73s/Lesbian.Vampire.Killers.DVDRip.XviD-DoNE.avi.html
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Monografie su Jean Rollin e Jess Franco i massimi cultori del vampirismo lesbico
http://www.dailymotion.com/video/x22nv5t_the-iron-rose-1973-aka-la-rose-de-fer-greek-sub-μεροs-2_shortfilms
Il meraviglioso 'anarchico' del cinema spagnolo, anche lui appassionato amante delle vampire lesbiche
E' trascorso poco più di un anno dalla scomparsa di Jesus Franco Manera, detto Jess, uno dei registi ed autori che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia del cinema di genere, grazie ad uno stile inconfondibile ed al coraggio di esplorare e tradurre le sue fantasie più ardite in visioni incise per sempre sulla pellicola.
Nato a Madrid il 12 maggio del 1930, in 50 anni di carriera come regista e sceneggiatore, oltre che montatore e direttore della fotografia, Jess Franco ha realizzato un'enorme mole di film, con punte di genialità e cadute clamorose nel trash infrequentabile, ma sempre all'insegna di una libertà espressiva pressochè assoluta ed invidiabile
Del resto, che il suo fosse un temperamento libero è dimostrato dal fatto che mentre il padre era un colonnello al soldo del dittatore Francisco Franco, Jess fu aspro contestatore del regime e dopo essersi laureato in giurisprudenza fuggì a Parigi per dedicarsi al cinema, studiando tecniche di regia e nel 1959, dunque alle soglie dei suoi trentanni, realizzò il primo lungometraggio, dal titolo "Abbiamo diciottanni", che in nuce contiene già l'elemento costitutivo prncipale della filmografia di Franco, ossia la contaminazione e la mescolanza fra i generi
Da quel momento in poi il regista si cimenterà anarchicamente nel musical, nel western, nella commedia, nelle spy story, nel soft core e nell'hard core, ma soprattutto nell'horror, che certamente è il genere nel quale egli ha dato prove eccezionali e lo ha reso 'autore cult' per milioni di appassionati
Ma non si può parlare di Jess senza subito menzionare accanto a lui il nome di Lina Romay, attrice bella e talentuosa e fedele compagna di Franco fino al suo ultimo giorno di vita, che per lui nel cinema ha dato davvero tutto, con una generosità encomiabile
Qui il link dove è possibile visionarlo integralmente in Internet:
https://www.youtube.com/watch?v=BQfsZ481wyk
Inoltre, la nostra assassina, avvolta nella sua nudità solo da un draculiano mantello nero, per una ulteriore trovata di Franco, è muta, il che enfatizza ancor di più la sua gestualità quasi ieratica e il ruolo della musica di sapore classico, che accompagna liricamente ed ipnoticamente ogni sua performance fra sesso appassionato e rito sacrificale
http://streamcloud.eu/md3w4wo8n73s/Lesbian.Vampire.Killers.DVDRip.XviD-DoNE.avi.html
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Monografie su Jean Rollin e Jess Franco i massimi cultori del vampirismo lesbico
JEAN ROLLIN
(1938-2010)
Il regista francese Jean Rollin ha dedicato gran parte della
propria produzione cinematografica al 'sottogenere' horror-
erotico del vampirismo lesbico
Da " Rape of the vampire" (1969), " The naked vampire"
(1970), " The shiver of the vampires" (1971) e "Lips of blood "
(1975), questo cineasta ha tradotto la sua ossessione per le
dracule in succinte gonnelle, in magnifici film cult, come
" Fascination"
Lo stile di Rollin divide parecchio pubblico e critica, ma noi lo
consideriamo un indiscutibile maestro capace di
contaminare efficacemente sexploitation ed autentica arte
Il regista francese Jean Rollin ha dedicato gran parte della
propria produzione cinematografica al 'sottogenere' horror-
erotico del vampirismo lesbico
Da " Rape of the vampire" (1969), " The naked vampire"
(1970), " The shiver of the vampires" (1971) e "Lips of blood "
(1975), questo cineasta ha tradotto la sua ossessione per le
dracule in succinte gonnelle, in magnifici film cult, come
" Fascination"
Lo stile di Rollin divide parecchio pubblico e critica, ma noi lo
consideriamo un indiscutibile maestro capace di
contaminare efficacemente sexploitation ed autentica arte
"Fascination" (1979)
Se mi si chiedesse di indicare i dieci migliori film di horror erotico che io abbia visto, certamente Fascination (1979) di Jean Rollin, farebbe parte di questa ristretta cerchia. Già efficacissima la sequenza d'apertura, di atmosfera quasi vittoriana, con l'inquadratura di una mano di donna che sfoglia un prezioso libro antico all'interno di un ambiente nobiliare e raffinato, per poi passare bruscamente alla scena in cui eleganti e belle signore bevono sangue da calici di vetro, dentro uno squallido mattatoio alla presenza del macellaio e di un mentore che le istruisce sulle proprietà benefiche e vitalizzanti dello stesso sangue. Il climax sensuale è raggiunto quando una di loro immerge il dito nella linfa delle povere bestie per poi adoperarlo come un rossetto e farlo scorrere sulle sue labbra carnose.
Il soggetto del film, in cui i personaggi femminili apparentemente inermi si rivelano in realtà vere carnefici, pur assai ammalianti, del criminale in fuga che trova rifugio, amore, sesso promiscuo e pericolo di morte presso la loro sontuosa ed isolata dimora; la maestria del regista nel girare con lentezza sapiente e montaggio ritmicamente perfetto fra campi lunghi e primissimi piani , alternando scene che potrebbero benissimo essere tratte dai film di James Ivory, come quella delle due ragazze vestite in stile tardo ottocento che ballano su di un ponte al suono di un antico fonografo per poi indulgere in bagni di sangue splatter alla Dario Argento; la fotografia con forti tinte cromatiche tendenti al rosso, al rosa e al viola; l'ottima recitazione delle protagoniste; le musiche suggestive e inusualmente solenni; la scenografia estremamente curata; e non ultima la bellezza conturbante di Brigitte Lehaie, la quale si spinse oltre questo genere e frequentò in lungo e in largo anche il porno, rendono eccezionalmente qualitativa quest'opera, tanto da potersi considerare il capolavoro di Rollin.
"Lips of blood" (1975)
Se mi si chiedesse di indicare i dieci migliori film di horror erotico che io abbia visto, certamente Fascination (1979) di Jean Rollin, farebbe parte di questa ristretta cerchia. Già efficacissima la sequenza d'apertura, di atmosfera quasi vittoriana, con l'inquadratura di una mano di donna che sfoglia un prezioso libro antico all'interno di un ambiente nobiliare e raffinato, per poi passare bruscamente alla scena in cui eleganti e belle signore bevono sangue da calici di vetro, dentro uno squallido mattatoio alla presenza del macellaio e di un mentore che le istruisce sulle proprietà benefiche e vitalizzanti dello stesso sangue. Il climax sensuale è raggiunto quando una di loro immerge il dito nella linfa delle povere bestie per poi adoperarlo come un rossetto e farlo scorrere sulle sue labbra carnose.
Il soggetto del film, in cui i personaggi femminili apparentemente inermi si rivelano in realtà vere carnefici, pur assai ammalianti, del criminale in fuga che trova rifugio, amore, sesso promiscuo e pericolo di morte presso la loro sontuosa ed isolata dimora; la maestria del regista nel girare con lentezza sapiente e montaggio ritmicamente perfetto fra campi lunghi e primissimi piani , alternando scene che potrebbero benissimo essere tratte dai film di James Ivory, come quella delle due ragazze vestite in stile tardo ottocento che ballano su di un ponte al suono di un antico fonografo per poi indulgere in bagni di sangue splatter alla Dario Argento; la fotografia con forti tinte cromatiche tendenti al rosso, al rosa e al viola; l'ottima recitazione delle protagoniste; le musiche suggestive e inusualmente solenni; la scenografia estremamente curata; e non ultima la bellezza conturbante di Brigitte Lehaie, la quale si spinse oltre questo genere e frequentò in lungo e in largo anche il porno, rendono eccezionalmente qualitativa quest'opera, tanto da potersi considerare il capolavoro di Rollin.
"Lips of blood" (1975)
"The shiver of the vampires" (1971)
"Requiem for a vampire"
"The iron rose" (1971)
http://www.dailymotion.com/video/x22nv5t_the-iron-rose-1973-aka-la-rose-de-fer-greek-sub-μεροs-2_shortfilms
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JESS FRANCO
Il meraviglioso 'anarchico' del cinema spagnolo, anche lui appassionato amante delle vampire lesbiche
E' trascorso poco più di un anno dalla scomparsa di Jesus Franco Manera, detto Jess, uno dei registi ed autori che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia del cinema di genere, grazie ad uno stile inconfondibile ed al coraggio di esplorare e tradurre le sue fantasie più ardite in visioni incise per sempre sulla pellicola.
Nato a Madrid il 12 maggio del 1930, in 50 anni di carriera come regista e sceneggiatore, oltre che montatore e direttore della fotografia, Jess Franco ha realizzato un'enorme mole di film, con punte di genialità e cadute clamorose nel trash infrequentabile, ma sempre all'insegna di una libertà espressiva pressochè assoluta ed invidiabile
Del resto, che il suo fosse un temperamento libero è dimostrato dal fatto che mentre il padre era un colonnello al soldo del dittatore Francisco Franco, Jess fu aspro contestatore del regime e dopo essersi laureato in giurisprudenza fuggì a Parigi per dedicarsi al cinema, studiando tecniche di regia e nel 1959, dunque alle soglie dei suoi trentanni, realizzò il primo lungometraggio, dal titolo "Abbiamo diciottanni", che in nuce contiene già l'elemento costitutivo prncipale della filmografia di Franco, ossia la contaminazione e la mescolanza fra i generi
Da quel momento in poi il regista si cimenterà anarchicamente nel musical, nel western, nella commedia, nelle spy story, nel soft core e nell'hard core, ma soprattutto nell'horror, che certamente è il genere nel quale egli ha dato prove eccezionali e lo ha reso 'autore cult' per milioni di appassionati
Ma non si può parlare di Jess senza subito menzionare accanto a lui il nome di Lina Romay, attrice bella e talentuosa e fedele compagna di Franco fino al suo ultimo giorno di vita, che per lui nel cinema ha dato davvero tutto, con una generosità encomiabile
Ma ora immergiamoci nella sua eccitante e fantasmagorica cinematografia lesbo vampirica di Franco, cominciando da quello che è a mio parere il suo film più emblematico e bello, ossia "Female Vampire" (1973) , o nell'infelice traduzione del titolo in italiano, "Un corpo caldo di femmina", anche se qui la vampira è bisessuale a tutto tondo
https://www.youtube.com/watch?v=BQfsZ481wyk
Caposaldo della cinematografia denominata 'erotic horror ' o anche 'porno -horror', Female vampire rievoca la figura letteraria di Carmilla, anche se qui la protagonista della storia, la contessa Irina Von Karlstein, interpretata magnificamente da una giovanissima Lina Romay ( aveva solo 19 anni ! ), per guadagnarsi vita eterna succhia non solo sangue ma anche liquido seminale dalle vittime, sedotte con la sua avvenenza e con l'arte della fellatio, prosciugando così ogni loro fluido vitale.
Fin qui sembrerebbe la trama di un banale pornazzo. Ma il colpo di genio di Franco sta nell'immaginare questa killer letale come una vampira suo malgrado, divorata dai rimorsi tanto quanto dalla sua bramosia irresistibile che l'istinto di sopravvivenza le detta. Tale conflitto interiore, fra coscienza e natura, esplode in tutta la sua tragicità quando Irina incontra un uomo, un poeta, del quale si innamora perdutamente ( e qui il bellissimo "Fascination" del regista francese Jean Rollin fa eco ), pur non riuscendo infine a salvarlo dal suo destino di vittima e di morte.
Inoltre, la nostra assassina, avvolta nella sua nudità solo da un draculiano mantello nero, per una ulteriore trovata di Franco, è muta, il che enfatizza ancor di più la sua gestualità quasi ieratica e il ruolo della musica di sapore classico, che accompagna liricamente ed ipnoticamente ogni sua performance fra sesso appassionato e rito sacrificale
In commercio c'è anche una versione 'hard' con insert che ritraggono in primo piano i rapporti orali, ma vista la la bassa qualità di tali fotogrammi giustapposti, risulta preferibile quella 'soft'
Ciò che rende speciale questo film è lo sguardo visionario di Jess, che certamente non spendeva energie nel congegnare sceneggiature elaborate, bensì sapeva come creare atmosfere suggestive, allo stesso tempo erotiche e plumbee, cruente e malinconiche, con tracce di romanticismo ossianico sparse abilmente quà e là e con l'uso - a volte anche l'abuso - della lentezza nel muovere la camera da presa
La sequenza della contessa Irina che vaga tra radure nebbiose all'inizio del film è una perla del cinema horror e vale da sola un grande chapeau alla maestria di Franco








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